Home

Si affaccia, con le sue terrazze ed i suoi balconi, nella centrale Piazza Pisanelli, cuore del centro storico di Tricase, offrendo una suggestiva veduta panoramica. La costruzione, risalente al 1500, si eleva di fronte al Palazzo Principesco dei Gallone -oggi sede del Municipio cittadino- alla Chiesa Madre (dedicata alla Natività della Beata Vergine Maria) ed alla chiesa di San Domenico (1688). Sulla facciata di una delle terrazze del Palazzo, ancora oggi, campeggia l’iscrizione latina: “Virtus hominem exaltat, vitia et divitiae eundem praecipitant – 1577”. (la virtù innalza l’uomo, i vizi e la ricchezza lo mandano in rovina. 1577), iscrizione tuttora in ottimo stato di conservazione, grazie alla minuziosa cura con cui i proprietari provvedono alla tenuta dello stabile.

Nel salone principale e nelle camere da letto troviamo alti soffitti con volte a stella, mentre la sala da pranzo è coperta da un’alta capriata in legno. Gli ambienti della Antica Residenza sorgono su diversi livelli, conferendo alla struttura il peculiare dinamismo che la caratterizza.

La struttura può ospitare da 5 ad 8 persone ed è composta da: salone principale, sala da pranzo, tre camere da letto (due delle quali con bagno/doccia), tre bagni/doccia (due dei quali asserviti a delle camere da letto), cucina e tre terrazze (due delle quali si affacciano su Piazza Pisanelli ed una, più riservata ed ampia, sul lato retrostante dell’immobile, dotata di un vano lavanderia e di un barbeque in muratura).



Galleria

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image

image



STORIA

Cenni Storici

Tricase è un antico centro, sorto in una zona ricca di testimonianze preistoriche e megalitiche. Sul territorio vi sono dei menhir che testimoniano la presenza dell’uomo fin dal Paleolitico medio, ma su questo periodo non ci sono notizie certe. Sussistono, invece, versioni contrastanti sull’origine di questo centro del sud Salento, le più ricorrenti delle quali sono quelle di Antonio Micetti da Tricase e del Padre Cappuccino Luigi Tasselli da Casarano. Sembra che il primo nucleo di Tricase sia sorto dall’unione di tre antichi casali. Sulla denominazione di questi tre Casali iniziarono le prime divisioni tra gli storici: Antonio Micetti li chiamava Menderano, Voluro e San Nicola, mentre Luigi Tasselli riteneva che si chiamassero Trunco, Monesano e Amito Cuti. Molto probabilmente la parola Tricase deve tradursi originariamente ”inter casas”, che significa paese formatosi in mezzo a diversi Casali, cioè centro sorto tra altri nuclei abitati. È opinione ormai consolidata che i tre Casali si unirono perché, essendo piccoli, deboli ed inermi, erano spesso attaccati, invasi e derubati dai barbari e dalle genti dei luoghi limitrofi. Tutto ciò accadde, si dice, intorno all’anno 1030. Nel XV secolo la popolazione aumentò in quanto vi giunsero le genti degli altri Casali vicini già distrutti dai Turchi, ma in seguito anche Tricase fu distrutta dai soldati di Carlo VIII.
Da ricordare che anticamente la denominazione di Tricase è stata anche Treccase, poi Trecase, successivamente Tricasi o Tricasium e, solo infine, quella attuale.
Dalle sue origini sino al secolo XVII, Tricase, pur essendo munita di mura di difesa e di torri, non era dotata di alcun castello perché i feudatari risiedevano altrove.
Intorno all’anno 1430 la Regina Maria vendette il feudo di Tricase a Baldassare della Ratta, conte di Alessano. Da questi passò ad i successori della famiglia Della Ratta: Bernardino, Giovanni Antonio ed infine Francesco, Quest’ultimo cadde in disgrazia ed il re lo spogliò del feudo, per cederlo successivamente al principe di Taranto, Giovanni Antonio del Balzo. Seguirono altri feudatari: Ludovico Benavola, Pirro Castriota, Federico Pappacoda, Scipione Santabarbara. Nel 1558 il feudo di Tricase venne acquistato da Alessandro Gallone, barone di Specchia per il prezzo di 21.000 ducati.
I Gallone -appartenenti ad una nobile famiglia, probabilmente indigena di Terra d’Otranto-, al contrario dei feudatari che li avevano preceduti, fissarono a Tricase la loro residenza ed il centro di tutti i loro interessi patrimoniali in Puglia, elevando la cittadina a principato e capitale del vasto stato feudale comprendente moltissimi dei paesi vicini. Dal 1558 al 1806, fino alla eversione delle feudalità, Tricase rimase sempre nelle mani dei Principi Gallone.
Per tradizione tramandatasi di generazione in generazione, donna Camilla Pisanelli venne ricordata dal popolo tricasino, come prima principessa di Tricase: donna bellissima che, nel 1569, sposò Alessandro Gallone. Di tali antichi principi, che furono più filantropi che tiranni e mai malvagi od oppressori, Tricase conserva con fierezza e gratitudine i segni monumentali di vistoso risalto architettonico ed artistico: il castello, fatto costruire nel 1661 da Stefano I Gallone e le due torri della fortificazione cittadina, fra le quali fu eretto il castello. Monumenti tutti, che compongono il complesso architettonico più importante di Tricase: quello che delimita l’attuale Piazza Pisanelli, costituita da una spazio oblungo, avente ad una testata la chiesa di S. Domenico e, sul lato maggiore, il palazzo principesco. La Piazza riveste un particolare fascino, oltre che per la bellezza dei suoi monumenti, anche per il sapiente e costante uso della pietra locale, il carparo, che con il suo fulvo colore le conferisce una inconfondibile suggestione.

Stemma Civico

Lo stemma civico di Tricase è diviso in due sezioni verticali. Nella sinistra dello scudo sono raffigurate tre case su campo rosso, mentre, nella parte destra, vi è un albero di pino marittimo sovrastato da una stella. L’albero fu aggiunto poco prima dell’Unità d’Italia, in quanto esemplare molto diffuso lungo le coste del territorio di Tricase, la stella, quella del mattino, a cui gli antichi abitanti affidavano la protezione della città.

Oggi

Tricase conta due Frazioni (Lucugnano e Depressa), 3 Rioni (Caprarica del Capo, Sant’Eufemia, Tutino) e 2 Marine (Tricase Porto e Marina Serra).
Lucugnano è una frazione di Tricase. Conta circa 1700 abitanti detti “lucugnanesi” ed ha un’economia basata principalmente sull’artigianato, sull’agricoltura e sui servizi. E’ noto in tutto il Salento, e non solo, grazie ad un arguto personaggio (forse frutto della fantasia popolare), noto per i suoi “cunti” o “culacchi”: Papa Galeazzo. A Lucugnano visse, dando vita a molte delle sue numerose composizioni poetiche, Girolamo Comi. Oggi, in quella che fu la sua dimore, ha sede l’omonima biblioteca provinciale. A Lucugnano inoltre è tipica la produzione di ceramiche artigianali. Nelle botteghe dei figuli, ancora oggi si producono con tecniche artigianali, oggetti unici e speciali.
L’altra frazione di Tricase è Depressa.
Dal 1992, in seguito ad una delibera comunale, i centri di Tutino, Caprarica del Capo e Sant’Eufemia, in precedenza considerate frazioni, sono divenuti rioni.



Marine

Tricase Porto

La costa tricasina si estende a semicerchio per circa 8 chilometri e comprende le due località di Tricase ..
Continua …

 

Marina Serra

Il paesaggio, caratterizzato dalla presenza di scogliere, insenature, vegetazione mediterranea e mare ..
Continua …

Proseguendo sulla costa: verso NORD

Marina di Andrano
Più volte insignita negli anni passati della “Bandiera Blu”..
Continua …

 

Proseguendo sulla costa: verso SUD

Marina di Novaglie
Marina di Novaglie o semplicemente Novaglie è una località balneare ..
Continua …



ARTE

Tricase

La maggior parte degli edifici di particolare pregio storico ed artistico possono essere ammirati dalle terrazze della Antica Residenza, in particolar modo: la Chiesa Madre, la Chiesa dei Domenicani, il Palazzo Principaesco dei Gallone e Porta Terra.

Chiesa Madre

La Chiesa Madre di Tricase, dedicata alla Natività della Beata Vergine Maria, è di origine cinquecentesca. Le dimensioni contenute della struttura d’origine e l’incremento della popolazione ne indussero l’ampliamento nel 1735. A tal uopo si fece ricorso all’opera del domenicano Tommaso Manieri che, non all’altezza dell’incarico, pregiudicò la statica della costruzione. Si abbandonò così il precedente progetto di ampliamento e si procedette alla ricostruzione su di un’area maggiore di quella della chiesa precedente. I lavori si conclusero nel 1781 e la facciata fu completata nel 1785.

La prima Chiesa Parrocchiale di Tricase, molto danneggiata dai Turchi nel 1480, dai soldati del Conte di Lecce nel 1495, e dai Veneziani nel 1528, cadde per vetustà e, nel 1581, ne venne costruita un’altra dedicata alla Madonna del Foggiaro. Anche questa Chiesa, forse per cattiva manutenzione, subì delle rovine, per cui si ritenne necessario restaurarla ed allargarla. L’esecuzione dell’opera ebbe inizio nel 1763.

Il 24 luglio 1784 l’opera fu compiuta. La Chiesa venne aperta al pubblico e l’arciprete Don Vincenzo Resci tenne un’interessante omelia al popolo. Autore della costruzione fu un eccellente artefice, Adriano Preite di Copertino (1724-1804). Anche questa Chiesa ha avuto nel tempo diversi interventi di importanti maestri. È di pregevole stile barocco; ha una facciata di pietra con portale, fiancheggiato da coppie di colonne e sormontato da un’edicola a nicchia.

L’interno della Chiesa è di dimensioni maestose ed ha forma di croce latina, è pieno di luce, perché illuminato da 18 occhioni mistilinei e da 4 piccoli occhi nella crociera. Le volte sono ricche di stucchi, che ornano artisticamente il tutto.

Oltre l’altare maggiore, costruito nel 1876 e dedicato alla Natività di Maria Vergine, ha 12 altari laterali.

Il pulpito, intagliato a fogliame, è opera dell’artista Raffaele Monteanni da Lequile, che lo eseguì nell’anno 1795. Sono presenti anche alcune tele e quadri di valore del famoso Tiziano Veneziano, del Catalano, del Coppola, del Palma il giovane e del Veronese. Nella parte sottostante, nella suggestiva Cripta dedicata alla Madonna di Pompei, riposano le spoglie mortali di un eminente Figlio di Tricase, Giovanni Panico, Cardinale di Santa Romana Chiesa. L’11 febbraio 1995 la Chiesa Matrice è stata riaperta al culto, perché chiusa il 27 agosto 1992 per restauro. Per l’occasione è stato commissionato un nuovo grande dipinto “Il Cenacolo”, di metri 8 x 4,25, del pittore Roberto Buttazzo da Lequile (Lecce), che è stato sistemato nell’interno sulla porta principale d’ingresso.

Chiesa e Convento dei Domenicani

Il convento dei Domenicani di Tricase è annoverato tra i 31 della Provincia di San Tommaso di Puglia (1776). La sua edificazione è attestata nel ‘400. Nel 1495 venne saccheggiato dai Saraceni, durante le loro continue incursioni in Terra d’Otranto. Tra il 1679 e 1688, come testimonia l’iscrizione sulla facciata, la chiesa venne ricostruita con un nuovo orientamento; non è più rivolta a mezzogiorno, ma a fronteggiare la piazza. Dopo la chiesa si ricostruì anche il convento. Sin dal 1813, soppresso l’ordine dei Domenicani e devoluti al demanio i relativi immobili, il convento fu adibito a sede municipale.

Palazzo Principesco dei Gallone

Il Castello di Tricase o Palazzo Gallone è una costruzione della seconda metà del ‘600 che ha inglobato strutture difensive di epoca precedente.

Le notizie più remote circa le fortificazioni di Tricase risalgono al 1455. All’epoca esistevano la Turris Magna e un pons de tabulis di accesso alla torre. La Torre Grande, a protezione della Porta Terra, divenne il nucleo primo della residenza signorile dei Castriota-Granai, in possesso di Tricase dopo i Del Balzo. Nel 1588 Tricase dopo essere stata dei Pappacoda, e dei Santabarbara, giunse ai Gallone che ampliarono la struttura della torre ed elevarono il prospetto che fronteggia la Chiesa Madre. Il prospetto si conclude con un splendido loggiato attribuito allo stesso autore della Chiesa di Sant’Angelo.

Stefano Gallone divenuto Principe di Tricase nel 1651, adeguò la residenza al nuovo ruolo della famiglia. Nel 1660 ottenne la Torre Grande e, utilizzando i massi della cortina muraria esistente, fece realizzare il fronte del nuovo palazzo, dall’aspetto austero ma ingentilito dalle decorazioni nel portale, nella loggia sovrastante e nella balaustra di unione tra il palazzo e la torre.

Chiesa di San Michele Arcangelo (Sant’Angelo).

La Chiesa di San Michele Arcangelo venne costruita nel 1624 come testimonia l’iscrizione sull’architrave della porta d’ingresso. La stessa iscrizione informa inoltre che la chiesa fu costruita su commissione dei Gallone, ed in particolare di Cesare, e che è dedicata all’arcangelo Michele.

Dubbia è la paternità dell’opera, Paone la attribuisce a Mastro Marcello da Lecce; Calvesi e Manieri-Elia ne attribuiscono invece la paternità a Giovanni Maria Tarantino di Nardò.

Chiesa Madonna di Costantinopoli o dei Diavoli

Secondo una legenda, la costruzione della Chiesa della Madonna di Costantinopoli è frutto di una scommessa tra il Marchese di San Martino (casale nei dintorni di Tricase), Jacopo Francesco Arborio Gattinara, e il diavolo; da qui l’appellativo ‘Chiesa dei Diavoli’.

Venne costruita nel 1685, come riportato sulla porta d’ingresso e possiede una caratteristica ed insolita forma ottagonale. Per tutto il ‘700 nella chiesa venne celebrata messa; nel 1878, il progressivo decadimento dell’edificio spinse il Vescovo Masselli ad interdirlo al culto. Nel 1966 edificio e area circostante vennero acquistati dall’amministrazione comunale, allo scopo, dapprima, di restaurare la chiesa per restituirla al culto, successivamente, di porre le basi per un cimitero. Nessuna delle due ipotesi ha però trovato realizzazione.

Lecce

Una città che nel suo tessuto urbano coniuga, in mirabile sintesi, esempi di lussureggianti architetture barocche e linee più austere, florilegi di esaltazioni pagane e severe rappresentazioni d’arte religiosa scolpite sulle facciate delle chiese, imponenti palazzi nobiliari e incantevoli segni di edilizia civile, testimonianze messapiche e precristiane e vestigia romane d’epoca imperiale. Se è vero che per molti il fascino di Lecce risiede in tutta la città antica, con le sue stradine e vicoletti, che si compongono come i fili della tela di un ragno e che sfociano in sorprendenti scenografie, non si può non menzionare l’altra parte del cospicuo patrimonio della città. E’ interessante quel pezzo di centro storico denominato “Giravolte”, che ha un evidente stile orientale. Anche  le suggestioni del Liberty, mescolate allo stile moresco, sono presenti in città e visibili sulle facciate di splendide dimore, le ville sorte su Viale Lo Re e Viale Gallipoli in seguito alla sistemazione dei viali  extramurali, progettati intorno al 1825. Di notevole pregio le bellezze dell’architettura cinquecentesca e tutte le cospicue  testimonianze dell’età romana e pre-romana. Attualmente  le nuove scoperte e le indagini condotte in Piazzetta Castromediano, nelle immediate vicinanze della centrale Piazza S. Oronzo,  hanno permesso di ampliare le conoscenze. Gli appassionati di archelogia urbana avranno modo di constatare che Lecce rappresenta un esemplare caso di studio per essere un centro pluristratificato, caratterizzato da un complesso e articolato palinsesto urbanistico e architettonico. E’ nel  ‘600 che sorge la maggior  parte degli edifici religiosi e civili, caratterizzati da un tipo singolare di architettura e scultura che non trova esempi in nessuna altra parte del mondo: il Barocco Leccese, che sembra aver completamente trasformato l’immagine di Lecce, caratterizzandola al punto che, da allora in poi, risulta difficile riconoscere i segni urbani dalle stratificazioni precedenti. Sfruttando le possibilità decorative offerte dalla pietra leccese -un calcare omogeneo e compatto, facile da lavorare grazie al certosino lavoro di abili scalpellini-, si è data origine a degli autentici capolavori che sembrano merletti o gioielli in filigrana. Il Barocco Leccese è tipico per l’elegante compostezza delle forme rinascimentali e la ricchezza degli elementi decorativi: balaustre, trafori, colonne tortili, nastri di fiori e frutta svolazzanti, che traggono ispirazione dalla cultura agricola contadina e dai motivi classici del  mondo colto. Quest’arte, che si è sviluppata nel tempo grazie ad una tradizione artigiana floridissima, si è diffusa anche nelle costruzioni minori fino ad interessare le abitazioni più modeste. I principali maestri furono Gabriele Riccardi e Francesco Antonio Zimbalo, ancora misurati e prossimi al classicismo cinquecentesco, Giuseppe Zimbalo detto lo Zingarello, il più fastoso e sfrenato, Cesare Penna scultore di elegante sensibilità, Achille Carducci e Giuseppe Cino che moderano l’esuberanza decorativa in forme più eleganti ed aggraziate. Anche il settecento è un secolo fervido per l’attività edilizia: si continuano a costruire chiese e palazzi e, tra gli architetti che godono di maggiore considerazione tra i committenti, occorre citare Emanuele e Mauro Manieri, artefici di numerosi e scenografici palazzi.

Basilica di Santa Croce e dintorni

Considerata l’emblema della città, la Basilica di Santa Croce presenta innumerevoli simboli sulla facciata, un grido di vittoria del cattolicesimo sull’islam. Composta ed armoniosamente proporzionata, ma di forte impatto visivo per via dell’irrequieto apparato decorativo sul quale spicca il gran rosone centrale. Sobria la struttura interna, che si rivela nella sua fastosa decorazione degli altari.

Adiacente ad essa, vi è il Palazzo dei Celestini, antico convento, oggi sede dell’Amministrazione Provinciale e della Prefettura, dalle raffinate finestre che evocano le grandi specchiere barocche. All’interno il cortile quadrangolare è delimitato da ventiquattro archi.

Ingentilito da preziosi elementi decorativi è Palazzo Loffredo-Adorno, unico esempio dell’epoca cinquecentesca che presenta il bugnato liscio all’esterno. Alle spalle dell’ex convento sul Viale XXV Luglio, si trova lo splendido giardino comunale: la Villa Comunale dedicata a Giuseppe Garibaldi, con i busti degli uomini illustri della città. Lasciandosi alle spalle Santa Croce e compiendo un breve tratto di strada, si colgono affioramenti di una Lecce sepolta che suscitano interesse e curiosità. E’ il caso della “Piazzetta Sigismondo Castromediano” con al centro la statua del patriota. Nei pressi vi è la Chiesa del Gesù d’impronta classica, semplice ed elegante nell’apparato decorativo, che ospita all’interno pregevoli tele, e il Palazzo di Città, detto Palazzo Carafa. Ex convento delle Paolotte, attualmente sede dell’Amministrazione Comunale di Lecce, è adornato da un imponente portone d’ingresso che riproduce sui battenti gli stemmi dei conti normanni e dei discendenti che governarono la città fino alla fine del quattrocento.

Piazza Duomo

Rappresenta uno squisito gioiello urbanistico ed una delle piazze più belle d’Europa.
La sapiente disposizione degli edifici suggerisce l’idea di uno spazio fra privato e pubblico, tra chiuso e aperto. Il complesso monumentale di Piazza Duomo crea un effetto scenografico sorprendente in particolar modo per la
Cattedrale della Madonna Assunta che presenta una facciata principale molto sobria, posta a sinistra, ed una finta facciata in stile barocco collocata frontalmente alla Piazza. Nell’interno, a croce latina, si possono ammirare le grandi tele di O. Tiso, il soffitto a cassettoni dorati e sull’altare dell’Annunziata, l’incantevole presepe lapideo cinquecentesco di G. Riccardi. Sul lato est della Piazza il caratteristico campanile, opera di G. Zimbalo, alto più di settanta metri, visibile sulla scena urbana e territoriale, crea all’interno dello slargo un particolare rapporto spaziale con la chiesa. Il fondale è reso suggestivo dal Palazzo Vescovile o “Episcopio” , d’epoca rinascimentale, sul cui arco della gradinata vi è un orologio opera di D. Panico, e dal Palazzo del Seminario caratteristico per la facciata decorata con bugnato e per lo splendido chiostro all’interno, impreziosito da un pozzetto barocco.

Piazza S.Oronzo e dintorni

Qui confluisce il corso della storia. L’interessante confronto tra epoche diverse appare come in una nostalgica foto del passato cui si sovrappone il brulichio della vita contemporanea. La Piazza è dominata dal Sedile, contraddistinto dalla compostezza e dall’eleganza dello stile rinascimentale. Attigua ad esso è la Chiesetta di San Marco dal caratteristico portale sormontato da un arco con leone.

Al centro della Piazza vi è la colonna romana, sulla quale è collocata la “statua” bronzea del Santo Patrono benedicente. Sporgendosi dal parapetto attiguo al Sedile, è possibile ammirare una tra le più rilevanti testimonianze romane in tutta la Puglia: l’Anfiteatro Romano di forma ellittica. La parte non visibile è interrata sotto la Chiesa di Santa Maria della Grazia che custodisce un meraviglioso affresco raffigurante la Vergine e il Bambino. Nei pressi, vi è la Chiesa di San Giuseppe dalla facciata di stile barocco, con l’artistico e grandioso portale, un bel rosone e dall’interno semplice con pilastri corinzi scanalati. Antica residenza regale e difensiva, con la sua cinta muraria, il Castello Carlo V occupa un posto di assoluto rilievo tra le opere bastionate presenti nell’intero territorio pugliese. Oggi è sede di iniziative culturali, spettacoli, eventi ed esposizioni temporanee d’arte. Nelle vicinanze vi è la celebrativa “Fontana dell’Armonia,  voluta negli anni venti per l’arrivo dell’acqua del Sele in città. I due innamorati, simbolo dell’armonia, sono intenti a bere dalla stessa conchiglia.

Piazzetta Santa Chiara e dintorni

In piazzetta Santa Chiara, al centro dei giardini, spicca la Statua di Vittorio Emanuele re d’Italia, che guarda di fronte la settecentesca Chiesa di Santa Chiara, il cui interno di forma ottagonale, è arredato da numerose opere in cartapesta, una delle attività artigianali caratteristiche della città. Una delle due vie che s’aprono lungo i fianchi della Chiesa, via Arte della Cartapesta, conduce al Teatro Romano di età augustea, interamente scavato nel banco calcareo, meglio apprezzabile nella sua struttura e solennità se osservato dall’alto.

Definita la “più romana” delle chiese perché ispirata al San Carlo alle Quattro Fontane del Borromini è la Chiesa di San Matteo, squisitamente barocca, poggiata su una gradinata. Con il suo innovativo rapporto spaziale ed i suoi schemi curvilinei è un trionfo di linee fuggenti verso l’azzurro, ma nello stesso tempo è legata alle costruzioni adiacenti: magnifici palazzi che si affacciano su via Federico d’Aragona e via dei Perroni fino a giungere a Porta San Biagio. Estrema porta meridionale della città sulla cui sommità è posta la statua del compatrono San Biagio, fronteggia Piazza d’Italia con il “Monumento ai caduti in guerra”.

Porta Napoli e dintorni

Anticamente denominata Porta San Giusto, costituiva l’accesso più prestigioso della città.
E’ un
Arco di Trionfo in onore di Carlo V, di cui è visibile lo stemma sul frontone, mentre un’incisione latina sull’architrave  ricorda le sue gesta. Prospicente all’arco, l’Obelisco a guglie piramidali, reca i simboli orientati delle province di Lecce, Gallipoli, Brindisi e Taranto facenti parte della Terra d’Otranto e lo stemma di un delfino che azzanna la mezzaluna, presente sui quattro lati.

Di originale bellezza è il Teatro Comunale G. Paisiello, la “bomboniera” dei leccesi, tipico esempio di teatro all’italiana con una capienza di poco più di trecento posti, dal caratteristico soffitto ricco di raffigurazioni della tragedia e della commedia e dalla sobria facciata in stile neoclassico.

Grandiosi ed incantevoli “palazzi” dalle notevoli facciate settecentesche si affacciano sull’elegante via Palmieri che conduce al Duomo e sulla Piazzetta Falconieri .

Nei pressi di Porta Napoli vi è “Piazzetta Baglivo” con la Chiesa delle Alcantarine, dal prospetto sobrio e dall’originale pavimentazione ottocentesca con mattoni smaltati.

La Chiesa di Sant’Angelo incuriosisce per le superbe decorazioni del portale, animato da festosi angeli e per un dipinto di una Madonna in Gloria custodito all’interno. Risalgono all’età normanna, la Chiesa di San Giovanni Evangelista con le facciate monocuspidali e il campanile decorato con archetti ciechi e il Monastero delle Benedettine che oggi accoglie le monache di clausura.

Rispecchia i canoni dello stile bizantino, la Chiesa Greca, con l’archeggiato muro dell’iconostasi tempestato di pitture su legno, come le quattro tavole a fondo d’oro e le tre porticine dipinte con figure bizantine dietro l’altare.

Oltre l’Obelisco, ubicata all’ingresso del cimitero monumentale, la Chiesa di San Niccolò e Cataldo è contraddistinta dall’originario rosone, dal raffinato portale di gusto bizantino-islamico e dalla singolare cupola che poggia su uno slanciato tamburo ottagonale. All’interno sono visibili frammenti di affreschi con le storie dei santi. L’attiguo Monastero degli Olivetani, oggi sede della Facoltà di Beni Culturali dell’Università degli Studi di Lecce, è interessante per il chiostro con le colonne binate, opera di Gabriele Riccardi,  e per la vera del pozzo.

Porta Rudiae e dintorni

Porta Rudiae, funzione di passaggio, perfettamente inserita nell’ambiente, distingue e caratterizza le situazioni all’interno e all’esterno di essa, dove s’inanellano i viali del centro abitato. Coronata dalle statue del Patrono, di Sant’Irene e San Domenico, presenta sulle due coppie di colonne i busti che rappresentano i fondatori della città. Oltrepassato l’arco d’ingresso, vi è la Chiesa del Rosario con un esterno di forte verticalismo e un interno a croce greca. Di particolare interesse l’altare del presepe ed il pulpito in pietra leccese. Di fronte alla chiesa, l’ex Ospedale dello Spirito Santo presenta un prospetto molto interessante per il modo in cui è suddiviso lo spazio e sono distribuiti i volumi.

Una scenografia d’effetto è creata dall’Ex Conservatorio di Sant’Anna con la sua fuga di gradini che sembrano invitare a salire verso la quinta del fondo, verso la luminosità che indugia in cima alla scalinata.

L’edificio è oggi sede  di esposizioni, di eventi e di centri di consulenza per iniziative imprenditoriali femminili. Nel giardino retrostante si può ammirare il plurisecolare Ficus Magnolioides con le sue imponenti radici. Procedendo verso il centro della città, si giunge alla Chiesa di Santa Teresa, con la facciata che presenta colonne dai capitelli corinzi e con l’interno contraddistinto da altari ricchi d’intagli. Nelle vicinanze il quartiere delle Giravolte, di fondazione medioevale, con un labirinto di vie che si snodano tra piccole case e corti appartate.



TARIFFE

image

Caratteristiche e Dotazioni.

-Posti Letto: da 5 a 8
-Cucina attrezzata
-Lavanderia con lavatrice
-Barbecue in muratura
-TV analogica, HDMI, Lettore DVD
-WIFI

 
Listino Prezzi.

Nel prezzo settimanale sono compresi:
-soggiorno da sabato (H. 13) a sabato (H. 10)
-consumo di elettricità (max 150Kw).
-consumo di acqua.
-consumo di gas.
-due set di lenzuola per ogni letto.
-due set per ciascun bagno.

Disponibilità

Per verificare la disponibilità della Antica Residenza Piazza Pisanelli, inviaci un’e-mail indicando il periodo di tuo interesse.
Risponderemo a stretto giro, fornendoti ogni ulteriore informazione richiesta.

 
SERVIZI AGGIUNTIVI (non compresi nella tariffa settimanale)

A richiesta degli ospiti sarà possibile aggiungere:
-servizio COLF giornaliero (max 6 giorni a settimana), da parte di personale di fiducia della proprietà, per il numero di ore richiesto;
-altri servizi

Pulizia Finale = €. 80,00



Contatti

image

Per verificare la disponibilità della Antica Residenza Piazza Pisanelli, inviaci un’e-mail indicando il periodo di tuo interesse.
Risponderemo a stretto giro, fornendoti ogni ulteriore informazione richiesta.

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Oggetto

Il tuo messaggio



LAST MINUTE

19.05.2012 – 26.05.2012
€.1.000,00
€.800,00 (-20%)



LINK

Sailing Salento

Servizi al charter nautico, Azienda tutta salentina che dispone di una flotta capace di soddisfare qualsiasi esigenza di viaggio in Barca a vela e motore nel Mediterraneo (Salento, in tutta Italia, Grecia,Croazia, Montenegro, Turchia) e, grazie agli accordi con le migliori Compagnie di Charter del mondo, anche nei Caraibi o in qualsiasi altro posto abbiate voglia di solcare i mari a bordo di catamarani o imbarcazioni.

Marleti

La Marleti si propone come vostro unico referente per ogni aspetto che riguarda le vostre imbarcazioni durante l’estate oppure mentre voi siete impegnati nel vostro lavoro durante la stagione invernale. La Marleti è in grado di intervenire in ogni situazione che riguardi il controllo o la gestione e la manutenzione delle vostre barche in qualsiasi periodo dell’anno. Potete affidarvi alla Marleti e alla pluriennale esperienza senza più preoccuparvi di gestire a distanza un certo numero di soggetti che intervengano singolarmente sulle vostre barche. La Marleti si occuperà di coordinare ogni tipo di intervento e sarà il vostro unico punto di riferimento per qualsiasi necessità.

Soggiorni a ROMA

Ci sono luoghi che ricorderete per sempre, ci sono esperienze che non dimenticherete mai.
Nel cuore di Roma, un elegante appartamento in un palazzo antico con tutti i comfort del moderno tra piazza Venezia e Campo de’ Fiori, al confine tra i rioni S. Eustachio e S. Angelo, è l’ideale punto di partenza per un gita turistica verso piazza Venezia, lungo i Fori Romani, fino al Colosseo. Un’indimenticabile esperienza nel più comodo dei luoghi per una vacanza da non dimenticare mai.